Occhio alle scottature! Melanoma:ecco come proteggere la pelle di tutta la famiglia

I tumori della pelle risultano tra i più diffusi in assoluto. In Italia i dati dell’Associazione italiana registri tumori (Airt) stimano il melanoma in circa 13 casi ogni 100mila persone e dicono di 3.150 nuovi casi ogni anno tra gli uomini e 2.850 tra le donne. A livello nazionale, il Piemonte è la prima regione italiana per incidenza di nuovi casi. Torino vanta l’amaro primato della città che in un anno registra il maggior numero di melanomi.

Sul tumore della pelle più temuto e pericoloso, il melanoma, interviene la Dottoressa Alessandra Farnetti, medico della Dermochirurgia oncologica dell’Ospedale Humanitas Gradenigo di Torino.

Dottoressa Farnetti, iniziamo a spiegare che cos’è il melanoma.

Il melanoma è un tumore maligno della pelle che origina dai melanociti, cellule deputate alla produzione di melanina.

Perché è tanto pericoloso questo tipo di tumore della pelle?

Perché nelle sue forme più aggressive può anche dare origine a metastasi.

Quando insorge?

È rarissimo nell’età infantile e adolescenziale. Registra il suo picco di incidenza intorno ai 50 anni di età.

Quali sono i fattori di rischio?

Possono essere molteplici. A cominciare dal fototipo della persona, vale a dire la reazione che la sua pelle presenta all’esposizione dei raggi ultravioletti e il tipo di abbronzatura che può ottenere. Ma anche le scottature solari, soprattutto se registrate nell’infanzia, possono rappresentare un rischio. Idem la presenza di un cospicuo numero di nei, la compromissione del sistema immunitario o, infine, la familiarità col melanoma che incide in circa il 10% dei casi.

Quali sono i sintomi?

Per cogliere i sintomi occorre tenere d’occhio la propria pelle: variazioni di colore e forma di un neo, comparsa di una nuova lesione che cresce e cambia, un sanguinamento spontaneo. Sono tutti sintomi da non sottovalutare.

Chi è più a rischio?

Le persone che hanno un fototipo I e II (cioè con carnagioni chiare, occhi e capelli chiari), quelle alle quali è già stato asportato un melanoma, i familiari di un paziente con melanoma, chi accusa pregresse scottature.

Come si previene?

Una corretta esposizione solare è fondamentale. L’auto-esame della pelle e i controlli medici periodici per i soggetti a maggior rischio rappresentano altre forme importanti di prevenzione.

La diagnosi è tempestiva nella maggioranza dei casi?

Negli ultimi anni si sta assistendo a un sempre maggior numero di diagnosi di melanomi sottili, cioè in fase iniziale, segno tangibile di una maggiore attenzione da parte della popolazione.

In che modo e quando viene diagnosticato il melanoma?

La diagnosi si avvale di una visita dermatologica: lo specialista osserva i nei con un apposito strumento detto dermatoscopio e, in presenza di nei sospetti, procede a un esame istologico attraverso la biopsia cutanea che si può eseguire mediante l’asportazione completa della lesione o, solo per le lesioni molto grandi o in sedi particolari, mediante l’asportazione di una piccola parte di tessuto.

E se viene diagnosticato tardivamente? Quante sono le probabilità di guarigione?

Dipende sempre dallo stadio di malattia, ma sono sicuramente aumentate di molto rispetto ad appena sei o sette anni fa.

Quanti casi sono registrati presso la Dermochirurgia oncologica dell’ospedale Humanitas Gradenigo?

Oltre ai nuovi casi che ogni anno giungono alla nostra osservazione, nel nostro ospedale seguiamo moltissimi pazienti in follow up assieme ai colleghi oncologi: una o due volte l’anno il paziente torna in visita sia per una valutazione clinica sia per la valutazione strumentale con indagini radiologiche, come ecografie oppure Tac.

Quali sono le novità nel campo della diagnosi? E nel campo della cura?

La dermoscopia è un efficace esame non invasivo rivolto alla diagnosi precoce del melanoma; in tema di cure funzionano bene i nuovi farmaci utilizzati per l’immunoterapia nonché le cosiddette ‘terapie a bersaglio’.

Nel corso delle visite di prevenzione che eroga l’Associazione per la Prevenzione e la Cura dei Tumori in Piemonte – Onlus quanta percezione sulla pericolosità del tumore riscontra tra i pazienti?

Del melanoma si ha paura ed è per fortuna in crescita l’attenzione verso questo tipo di problema. Le visite di prevenzione per l’Associazione hanno in più di un’occasione permesso di diagnosticare melanomi che, se trascurati, avrebbero avuto esiti peggiori.

Infine, la cultura della prevenzione nella popolazione: quanto c’è ancora da fare?

Molto. Soprattutto perché l’educazione dovrebbe partire dall’infanzia, in ambito sportivo o attraverso campagne mirate nelle scuole, come “Il sole per amico”, in collaborazione con Imi (Intergruppo Italiano Melanoma), che ha visto anche la dottoressa Anna Maria Ronco di Humanitas Gradenigo spiegare a bambini e ragazzi il rischio di una scorretta esposizione solare.

 

06/2018