Seguiamo corretti stili di vita per vivere più sani!

La prevenzione e la promozione di stili di vita sani è l’arma più valida per combattere le malattie croniche. Tutti possono ridurre in modo significativo il rischio di sviluppare queste malattie semplicemente adottando abitudini salutari, in particolare evitando il fumo, avendo un’alimentazione corretta,limitando il consumo di alcolesvolgendoattività fisica regolare.Queste raccomandazioni, compatibilmente con la condizione fisica della persona, sono valide anche per chi ha superato la malattia perché riducono l’insorgenza di recidive.

PERCHE’ E’ IMPORTANTE LA PREVENZIONE?

Ci consente di vivere bene e più a lungo, salva la vita impedendo l’insorgenza di una malattia o ritardandone l’evoluzione ed evita anche la sofferenza e l’utilizzo di farmaci spesso debilitanti.

La prevenzione primaria consiste nell’individuazione dei fattori di rischio che possono generare l’insorgenza della malattia e nella loro riduzione o eliminazione. Questo tipo di prevenzione si attua attraverso l’educazione sanitaria e una corretta informazione. Ecco quindi L’IMPORTANZA DEI CORRETTI STILI DI VITA.

 

 Nutrizione e salute

Una nutrizione corretta costituisce un elemento fondamentale nella prevenzione di numerose condizioni patologiche. Una dieta bilanciata agisce come strategia preventiva efficace. Al tempo stesso, particolare attenzione deve essere posta a soddisfare il fabbisogno giornaliero di determinati microelementi la cui carenza può indurre o favorire lo sviluppo di patologie diverse. In caso di deficit di questi elementi, o in determinate condizioni fisiologiche, l’organismo può trarre beneficio dall’introduzione di specifici integratori alimentari, come acido folico, iodio, sali minerali, vitamine, aminoacidi e proteine, erbe e derivati, fibre.

 Attività fisica

L’evidenza scientifica parla chiaro: svolgere una regolare attività fisica favorisce uno stile di vita sano, con notevoli benefici sulla salute generale della persona. Ad ogni età, una regolare attività fisica, anche moderata, contribuisce a migliorare la qualità della vita in quanto influisce positivamente sia sullo stato di salute(aiutando a prevenire e ad alleviare molte delle patologie croniche) sia sul grado di soddisfazione personale(contribuendo a sviluppare dei rapporti sociali e aiutando il benessere psichico). L’esercizio fisico, infatti, riduce la pressione arteriosa, controlla il livello di glicemia, modula positivamente il colesterolo nel sangue, aiuta a prevenire le malattie metaboliche, cardiovascolari, neoplastiche, le artrosi e riduce il tessuto adiposo in eccesso. In più, riduce i sintomi di ansia, stress, depressione e  solitudine e comporta benefici evidenti per l’apparato muscolare e scheletrico.

Le raccomandazioni internazionali

Anche se l’intensità e le diverse forme di esercizio fisico possono variare tra le singole persone, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha pubblicato le ‘Global recommendations on Physical activity for Health’, in cui definisce i livelli di attività fisica raccomandataper la salute, distinguendo tre gruppi di età:

BAMBINI E RAGAZZI (5-17 anni): almeno 60 minuti al giorno di attività moderata-vigorosa, includendo almeno 3 volte alla settimana esercizi per la forza che possono consistere in giochi di movimento o attività sportive. Per i ragazzi, oltre agli effetti benefici generali sulla salute, l’attività fisica aiuta l’apprendimento, rappresenta una valvola di sfogo alla vivacità tipica della giovane età, stimola la socializzazione e abitua alla gestione dei diversi impegni quotidiani.

ADULTI (18-64 anni)almeno 150 minuti alla settimana di attività moderata o 75 minutidi attività vigorosa (o combinazioni equivalenti delle due) in sessioni di almeno 10 minuti per volta, con rafforzamento dei maggiori gruppi muscolari da svolgere almeno 2 volte alla settimana.

ANZIANI (dai 65 anni in poi): le indicazioni sono le stesse degli adulti, con l’avvertenza di svolgere anche attività orientate all’equilibrio per prevenire le cadute. Chi fosse impossibilitato a seguire in pieno le raccomandazioni deve fare attività fisica almeno 3 volte alla settimana e adottare uno stile di vita attivo adeguato alle proprie condizioni.

Per gli anziani, l’evidence dimostra che svolgere attività sportive aiuta a invecchiare bene, aumenta la resistenzadell’organismo, rallenta l’involuzione dell’apparato muscolare, scheletrico e cardiovascolare e ne traggono giovamento anche le capacità psico-intellettuali.

 

Obesità come fattore di rischio

Obesità e sovrappeso sono condizioni associate a morte prematura e ormai universalmente riconosciute come fattori di rischio per le principali malattie croniche.

Un problema particolarmente grave è quello dell’insorgenza dell’obesità tra bambini e adolescenti, esposti fin dall’età infantile a difficoltà respiratorie, problemi articolari, mobilità ridotta, ma anche disturbi dell’apparato digerente e di carattere psicologico. Chi è obeso in età infantile lo è spesso anche da adulto: aumenta quindi il rischio di sviluppare precocemente fattori di rischio di natura cardiovascolare (ipertensione, malattie coronariche, tendenza all’infarto) e condizioni di alterato metabolismo, come il diabete di tipo 2 o l’ipercolesterolemia.

Smettere di fumare

La dipendenza alla nicotina contenuta nelle sigarette costituisce l’ostacolo principale per smettere di fumare, tuttavia giocano un ruolo importante anche fattori di natura psicologica e sociale. Per questo motivo non esiste un metodo valido per tutti. Il periodo in cui buona parte dei fumatori accende la prima sigaretta è l’adolescenza, quando si prova per la prima volta per “sentirsi più grandi”, spesso sotto l’influenza dei compagni. Sono quindi fondamentali gli interventi educativi che coinvolgano scuola e famiglia, luoghi privilegiati e più competenti per iniziare a educare alla salute e, nello specifico, a prevenire l’abitudine al fumo.

 

 Abuso di alcol

Responsabile della morte di 3,3 milioni di persone ogni anno, l’abuso di alcol è correlato ad oltre 60 patologiee produce danni al bevitore, alle famiglie e al contesto sociale allargato, perché può indurre comportamenti violenti, abusi, abbandoni, perdite di opportunità sociali, incapacità di costruire legami affettivi e relazioni stabili, invalidità, incidenti sul lavoro e sulla strada. Complessivamente, il 5,1% del carico globale di malattia e incidenti è attribuibile all’alcol. Nella fascia di età 20-39 anni, il 25% dei decessi è legato a problemi alcol-correlati. 

Sebbene il consumo di un bicchiere di vino a tavola, contestualmente ai pasti, sia nel nostro Paese generalmente considerato parte integrante dell’alimentazione e della vita sociale, negli ultimi anni si è assistito a un cambiamento delle abitudini di consumo alcolico che ha portato alla diffusione di comportamenti a rischio come il bere lontano dai pastio l’assunzione di grandi quantità di alcol in un arco di tempo ristretto (binge drinking, il consumo di oltre 6 bicchieri di bevande alcoliche concentrato in un’unica occasione di consumo). Sono diverse le cause, tra cui una certa ‘internazionalizzazione’dei consumi, una forte spinta commerciale (sostenuta da modalità pervasive) e forti investimenti relativi al marketing delle pubblicità di alcolici.

 

06/2018